Vincenzo Smimmo

Sovraindebitamento: la parola difficile per un problema semplice da capire

8 settembre 2026 · Lettura: 4 minuti

C'è una parola che fa paura già solo a pronunciarla: sovraindebitamento. Sembra un tecnicismo per addetti ai lavori, e invece descrive una situazione che riguarda moltissime famiglie e piccole imprese italiane: quando i debiti accumulati superano stabilmente la capacità di pagarli.

Non parliamo del mutuo pagato con fatica o di una bolletta in ritardo. Parliamo del momento in cui, anche mettendo in fila tutte le entrate, i conti non tornano più e non torneranno: rate, cartelle, finanziamenti e arretrati crescono più in fretta di quanto sia possibile rimborsare.

Esiste una legge, e quasi nessuno la conosce

La cosa che pochi sanno è che per questa situazione esiste una legge. Il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza prevede procedure pensate proprio per chi non è «fallibile» — i consumatori, i piccoli imprenditori, i professionisti — e consente, a determinate condizioni, di ristrutturare i debiti in base alle proprie reali possibilità e, al termine del percorso, di liberarsi di quelli che non è stato possibile pagare.

Non è un colpo di spugna, e non è per tutti: la legge richiede trasparenza, documentazione e la valutazione di un giudice. Ma è un percorso, con regole precise. E un percorso si può affrontare.

Da dove si comincia

La prima cosa da fare, sempre, è la stessa che ho imparato sulla mia pelle: capire. Ricostruire l'esposizione completa — chi sono i creditori, quanto chiedono, a che titolo — perché nessuna soluzione seria può partire da una fotografia sfocata. È il lavoro che facciamo ogni giorno: prima si legge la situazione, poi si sceglie la strada.

Se questa parola difficile descrive la tua situazione, la cosa più importante che posso dirti è che non sei l'unico, e che il punto di partenza non è la vergogna: è la chiarezza.

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Questo articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza legale. Ogni situazione va valutata con i professionisti competenti.